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giovedì 25 giugno 2015

Lemon Meringue Pie

Ebbene è di nuovo il mio compleanno, e anche quest’anno ho deciso di festeggiare preparando un dolce particolare per i quattro parenti che passeranno a farmi gli auguri. (Avete presente quelli che ad ogni compleanno fanno il festone in discoteca con gli amici? Io NON sono una di quelli, ho un anno in più sul groppone, non c’è NIENTE da festeggiare!) Vi dico che avrò pochi ospiti, ma anche quest’anno di dolci ne farò due, perché da ‘ste parti siamo tutti di bocca buona! L’altr’anno c’è stato il tiramisù ai pan di stelle che mi aveva dato lustro, e, sebbene l’anno scorso, dopo l’estenuante Torta Linda, avessi giurato di festeggiare questo compleanno lanciando una torta allaNutella in forno, non ce l’ho fatta! Fino a settembre tipo avevo in programma di preparare la cheesecake alle pesche (buonissima e facilissima, appena la rifaccio vi posto la ricetta: la amerete!). Poi l’ho vista su Masterchef. Per l’ennesima volta effettivamente, ma questa volta mi ha colpita particolarmente. La Lemon Meringue Pie! Senza sapere minimamente che sapore poteva avere mi è entrata in testa e non ho avuto occhi per altre torte! Ho fatto mille ricerche, prima per capire bene se la meringa fosse fattibile (lo è!), poi per decidere che crema al limone usare in base a 1000 fattori diversi. All’ultimo secondo ho cambiato la base! Ecco il frutto delle mie ricerche!
Ingredienti:

Per la base:
100 g di burro sciolto
200 g di biscotti secchi sbriciolati

Per la crema:
3 limoni (succo + scorza)
110 g di maizena
300 ml di acqua bollente
4 tuorli
160 g di zucchero

Per la meringa:
4 albumi
100 + 150 g di zucchero
50 ml di acqua
3 gocce di succo di limone

La base è la classicissima base biscotto che facciamo per tutti i dolci freddi! Sciogliete il burro al microonde, sbriciolate i biscotti nel mixer, unite, riversate e compattate il composto nella teglia, tenendo i bordi più alti. Potrebbe farlo anche un bambino. Piccolo appunto sulla teglia, generalmente vedo che utilizzano le teglie col bordo basso, ma l’unica che ho è antiaderente e non mi andava di rovinarla col coltello quindi ho optato per degli stampi a cerniera, ho messo la carta forno sul fondo, quando voglio “scodellarla” ci sfilo i bordi e la trascino su un vassoio. Mi è sembrata la soluzione più pratica. E lo so che la base dovrebbe essere di pasta frolla, ma come consistenza secondo me non ci sta molto. Forse se la faccio in inverno è un altro paio di maniche, ma la base biscotto mi da più una sensazione di freschezza. Una volta creata una base resistente riponetela in frigo e tiratela fuori quando la crema sarà pronta.

La crema per quanto semplice è la parte più laboriosa a causa del suo ingrediente principale: il limone. Succo e scorza. Prendete i vostri limoni ed armatevi di pazienza, grattuggiateci la scorza e poi spremeteli ben bene. (Oggi per la doppia dose ne ho fatti fuori sei: non finivano più!!) Tutte le ricette che ho letto richiedevano anche l’aroma di limone. Credetemi, non serve! Il risultato più che ad una crema somiglierà ad una gelatina iper limonosa, difficile da mangiare da sola! In un altro contenitore mescolate i tuorli allo zucchero, una volta fatto mettete il composto da parte. Aggiungete la maizena al succo e mescolate bene. Quando non avrete più grumi preparate un pentolino con l’acqua bollente, aggiungete il vostro liquido e cuocetelo a fuoco lento finchè non si sarà trasformato in una gelatina densa, ci vogliono un paio di minuti, ma prendete questa tempistica con le pinze. Non lasciate il pentolino incustodito e mescolate continuamente. Credetemi, non vede l’ora di farvela sotto il naso, si addensa prima sul fondo, quindi si brucia facilmente. A gelatina pronta spegnete il fornello, aggiungeteci i tuorli con lo zucchero e mescolate velocemente fino ad avere un composto liscio. Se non vi spicciate vi escono i grumi, dovete starci un po’ attenti. Solitamente preparo la crema mentre faccio le meringhe, perché avendo la planetaria devo fare veramente poco, ma vedete voi come regolarvi. Se non siete sicuri fate le cose con calma. (O chiedete chiarimenti nei commenti) Disponete la crema nella base biscotto quando è ancora ben calda, altrimenti diventa complicata da stendere.

Ed infine la meringa! Io, prima di preparare questo dolce, neanche sapevo che sapore avevano le meringhe! (In compenso oggi ne ho mangiata un sacco!) Per prepararle vi conviene avere una planetaria et similia, o qualcuno che monti gli albumi mentre voi vi occupate dello sciroppo di zucchero. Prendete gli albumi avanzati dalla crema e metteteli in una terrina con un pizzico di sale e 100 g di zucchero. Su un pentolino unite l’acqua a 150 g di zucchero e metteteli a cuocere a fuoco lento mescolandoli leggermente. Secondo Madre non è fondamentale, ma io senza non avrei mai saputo come regolarmi, quindi ve lo consiglio caldamente: il termometro da cucina! (da quel che so se ne trovano anche a pochi soldi dai cinesi, solo io ho fatto fatica a trovarlo -.-) Lo sciroppo deve arrivare a 121°, quando la temperatura è attorno ai 100° iniziate a montare gli albumi precedentemente preparati. Quando lo sciroppo arriva in temperatura devono essere montati o quasi. Inizialmente misurando la temperatura vi verrà un colpo! Ai 100-110° ci arriva in un lampo e a voi verrà  il panico perché gli albumi sono ancora liquidi. Niente paura! Fino a lì ci arriva facilmente, poi è un parto. Non sale più. E non è che se lo insultate si scalda. Ho provato, fidatevi! Quando mi rompo particolarmente di aspettare alzo la fiamma a manetta (non si brucia!) e un pochino meno lentamente arriviamo a destinazione. Raggiunta la fatidica temperatura spegnete il fornello e senza spegnere le fruste versate a filo il vostro (appiccicosissimo)sciroppo negli albumi ormai montati. A questo punto avete praticamente finito, aggiungete 3 gocce di limone per rendere lucida la meringa e lasciate montare il composto finchè non si sarà raffreddato (temperatura ambiente almeno, o anche tiepido).

Avete finito! Prendete la meringa e buttatela sopra la torta, datele la forma che volete, io che sono poco originale la tengo a cupola e ci faccio un po’ di onde con la Marisa (leccapentole), ma voi potete sbizzarrirvi come volete. Mettetela in forno a 200° per un quarto d’ora circa, in modo da colorare leggermente la superficie e poi lasciatela raffreddare. Una volta temperatura ambiente spostatela in frigo, in modo da servirla bella fredda!


Ed ecco la mia torta per questo compleanno! Per quest’anno sono veramente soddisfatta e spero vivamente che la proviate e apprezziate! In caso, fatemi sapere come va!

venerdì 19 giugno 2015

Bagno-doccia Verde Vera riequilibrante

Nuova recensione e finalmente vi parlo di qualcosa che mi esalta parecchio! Non solo mi esalta perché mi è piaciuto, ma mi fa anche molto piacere il fatto che appartenga ad una categoria che snobbo da ormai qualche anno. Ebbene sì, parliamo di un bagno doccia, in gel, di Verde Vera, marchio prodotto e distribuito dalla catena Despar. Ma guardiamolo meglio!

Originariamente l’avevo preso per Sorella2 su richiesta di Madre, la creatura ha la pelle sensibile e ha bisogno di qualcosa di delicato in inverno altrimenti va a finire che sembra ricoperta da carta vetrata (già la sua lingua lo è normalmente…). Non ricordo precisamente quali fossero le altre due varianti, ma visto il bisogno di idratazione ho optato per il riequilibrante, con olio di mandorle dolci e betulla. All’inizio non l’avevo preso in considerazione, ma una sera colpita dalla pigrizia da saponetta (“ho finito la saponetta ma non ho voglia di portare il culo in antibagno per prenderne una nuova”) mi sono buttata nel prodotto foresto. Che rivelazione figli miei! Normalmente i gel doccia non mi piacciono perchè mi danno l’impressione di lasciare una specie di patina sulla pelle, una cosa che mi fa chiedere “ma sono io che ti ho sciacquato male o sei tu che non funzioni?”. Lo trovo odioso, finchè la pelle non scricchiola al tatto, per quanto mi riguarda, non sono pulita. (Sì, tipo la pubblicità dello Svelto!). Con questo prodotto la pelle scricchiola! Ma allora è aggressivo mi direte voi. No! È delicatissimo, se non lo fosse stato le mie mani ne avrebbero risentito subito dato che l’ho utilizzato in un periodo in cui erano in condizioni pietose. Lascia la pelle bella morbida.

Mi ha veramente impressionata ed a vederlo così non sembrava nulla di eccezionale. Sembrava il classico gel doccia. La confezione è molto comoda e pratica (Sorella2 ha letteralmente divelto la parte superiore del tappo lasciando l’erogatore scoperto e non è entrata una goccia d’acqua!). Tra l’altro parliamo di un bottiglione da 400 ml per poco più di un’euro in offerta. L’avevo accennato nella recensione sulla saponetta, Verde Vera è una linea tutta naturale, l’inci è ottimo per i miei standard!

Come sono contenta di aver rivalutato una categoria! Non vi nascondo che trovo comunque più comodo utilizzare saponette solide, ma in ogni caso è stata una gran scoperta! Se capitate in un punto vendita Despar vi consiglio vivamente di cercare questa linea!


E voi avete mai visto i prodotti Verde Vera? Come vi sono sembrati?

martedì 9 giugno 2015

Most Played Maggio 2015

Ed è di nuovo tempo di Most Played! Rieccoci con l'evento del mese, come al solito ideato da Chiara, caratterizzato dall'ampio seguito e dai biscotti! Questo mese finalmente ho avuto modo di sfruttare un bel po' di cosine perchè ho lavorato abbastanza (se fai la promoter lavorare due giorni ogni settimana è un'ottima cosa!), spero di riuscire a fare altrettanto anche adesso a Giugno, magari facendo girare un po' anche i rossetti! Sì, da quel punto di vista c'è ancora un po' di noia. Ma andiamo con ordine!

Per la base ci sono sempre loro: il Full Coverage Concealer di Kiko, la CC cream di Clinians e la cipria Accord Perfait di L'Oreal (finita la settimana scorsa: sia lodato il signore!). Nel comparto occhi ho sfruttato abbastanza entrambe le mie palette MUA: la Undressed e la Dusk til Down. In quasi tutti i trucchi ho fatto una sfumatura nella piega dell’occhio con marrone più scuro della palettina Quattro n°05, to die for di essence. È inutile, ormai se non ho qualcosa di sfumato nella piega non mi sento a mio agio! Ho anche usato fino alla fine la Longlasting eye pencil n°01, black fever, sempre di essence. Cavolo, lei sì che mi mancherà! E le ho pure finite lo stesso giorno! Ho messo un po’ da parte il mascara allungaciglia di Bottega Verde a favore del campioncino di Hipnose Drama di Lancome. Dyo cosa non è questo mascara! Spero che non finisca mai! Reparto labbra, l’ho già detto, noia! Per un po’ lo avevo accantonato, non me lo vedevo molto, ma nell’ultimo periodo l’ho riscoperto. Parlo del rossetto essence dell’edizione limitata Tribal Summer, lo 02, wakawaka! Bellissimo e durevolissimo!

Ma è finita qui? Ma certo che no! Il mese scorso mi ero quasi fatta fregare! L’avevo pensato e stavo anche per scrivervelo, non so cosa mi abbia trattenuta! La pelle delle mie mani sembrava tornata a posto, per un mesetto non mi aveva dato problemi di nessun tipo, neanche una vaga secchezza. E poi il crollo. Maggio è stato un mese infernale per le mie mani, soprattutto la destra che ha visto la devastazione più totale nel dito medio e piccoli problemi nell’indice. Perché ovviamente, in una mano hai cinque dita, ma le rogne ti salteranno fuori sempre nel medio! Avevo la pelle indolenzita, poi si è seccata sempre di più. Nei tre giorni più intensi di lavoro mi si è addirittura spaccata! Un dolore! Vi dico solo che un giorno mi sono candidata volentieri per stare a contatto diretto con dei surgelati. Io, che con 34° dormo col copriletto da mezza stagione! Come ho cercato di contrastare il problema? Crema! Tanta crema! Ovviamente la mia adorata Gurugù, sempre sia lodata! La mia pelle se l’è bevuta come fosse limonata, il sollievo era immediato, peccato che non durasse a lungo. A casa ho utilizzato anche la crema viso ad idratazione profonda di Collistar. Dato l’inci non la utilizzerei come crema viso, ma per proteggere la pelle da agenti esterni può andare. Anche se ho avuto di meglio, e ne abbiamo parlato l’altro giorno! Fuori casa ho usato la 24h hand moisture balm di essence. Ha una sua recensione quindi non ne riparlerò molto, ma sappiate che continuo a pensare che sia un’ottima crema! Queste tre signorine hanno tenuto la pelle delle mie zampette “umida” ed idratata e grazie a loro anche questa volta ne sono saltata fuori. Però magari la prossima volta faccio un salto in farmacia!

Questo posta ha avuto una svolta vagamente tragica con un lieto fine. Quante cose dietro ad un Most Played, eh? E invece quali sono i vostri Most Played?

mercoledì 3 giugno 2015

Prodotti terminati Maggio 2015

Ma quanto latitiamo in questo periodo!  Vi direi volentieri che sarò più costante, ma rischierebbe di essere l’ennesima balla! Ho lavoricchiato e la faccenda sui cookies mi ha portato via troppo tempo (e ne approfitto: vi viene fuori il banner di avviso? La normativa vi sembra a posto? Ditemi!). Eppure eccoci qui, a parlare dei prodotti finiti del mese scorso. Che ovviamente sono meno di quello che speravo. Un classico!

Parliamo subito del prodotto assente causa mancanza di packaging. Sì, un sapone Lush, più precisamente un campioncino gigante di Love You Mom, scelto in negozio proprio da Madre! Peeesssima scelta! È già il secondo sapone in edizione limitata che provo e che non mi piace. Ma zero proprio! L’odore era stranissimo, forte e fastidiosamente persistente (mai una volta che ti rimanga addosso il profumo del Miranda però, eh?). Tra l’altro risultava anche aggressivo sulla pelle del corpo, cosa che con i saponi Lush mi è successo in pochissimi casi. Proprio non ci siamo!

Dei tre prodotti restanti, due sono vecchie conoscenze. Quell'orribile flacone è il detergente viso alle rose di Robert’s (non guardatelo male, vorrei vedere voi se doveste subirvi 5 docce al giorno!), mentre in parte a lui siede un barattolo della famosissima Gurugù di Lush. La crema idratante giorno alla mandorla bianca di Perlier l’avevate forse intravista in un Most Played! Non l’ho recensita approfonditamente per due validi motivi: è un regalo e non l’ho usata come crema viso. L’ho usata come crema mani, avevo bisogno di qualcosa di siliconoso che fungesse da barriera protettiva alle mie zampette e lei ha fatto il suo lavoro alla grandissima. Sembrava veramente fatta di plastica, tipo una Vinavil più fluida e fresca, benefici alla pelle non ne ha dati, ma l’ha schermata dalla vita di tutti i giorni e mi ha aiutata a guarire. Ora al suo posto ne sto usando una di Collistar, ma quella ha una consistenza più leggera e non mi sta soddisfando come faceva lei. Per una volta siliconi is the way!


E voi che prodotti avete terminato? C’è qualcosa che già rimpiangete?
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