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domenica 15 dicembre 2013

L'inganno della morte - Guglielmo Scilla

(Tratto dall'Out of Mind di Giungo, sto separando le rubriche perchè 1. sono una pigrona 2. ho qualche probema di ordine compulsivo)
La lettura! Che paradossalmente mi è stata proposta da una persona che non legge mai. Interessante… Comunque, il libro del mese è “l’inganno della morte” di Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh. Apriamo una breve parentesi, Gu è figo in qualsiasi senso possibile: è un bel ragazzo, è simpatico, ha l’aria del “complessato” ed ha un bel nome. È praticamente il mio tipo. Apriamo un’altra breve parentesi: mi sa che sto sviluppando una malsana passione per la vita dopo la morte perché, solo quest’anno, è quasi il terzo libro che leggo che tocca l’argomento ( “l’ultimo giorno“di Glenn Cooper ed “al di là dei sogni” di Matheson che purtroppo non ho ancora potuto finire).

Parliamo del libro, non dirò nulla sulla trama perché so che vi spiattellerei il finale, anzi, probabilmente inizierei da lì. E partiamo dal grande punto negativo di questo libro: le descrizioni! Troppe e troppo dettagliate. Io ODIO le descrizioni, ODIO che mi si imponga come immaginarmi le cose, io voglio solo una storia. Questa mia discriminazione ha determinato il mio amore incondizionato per CS Lewis ed il mio odio scellerato per Tolkien (dite quello che volete, ma io piuttosto di leggere il SdA, mi infilo tutta la trilogia su per il c… cranio!). Veramente, io odio gli aggettivi (ed il mio nome È un aggettivo!). Questo mi ha veramente dato molto, ma molto fastidio, ma devo dire che per il resto è filato tutto molto liscio. In generale è scritto molto bene, non come quei libri che devi leggere d’un fiato sennò non pensi ad altro, ma si fa leggere molto volentieri. 

Inizialmente avevo preso un po’ di traverso la storia, probabilmente perché avevo ancora in testa gli altri libri, poi però ho messo a fuoco meglio la storia del protagonista e ho lasciato perdere “lo sfondo”, ed è  andata meglio. Mi aspettavo una cosa molto diversa, ma penso che sia un problema mio. Invece in un paio di occasioni (nondirequali, nondirequali, nondirequali) mi sono sentita un po’ come se rileggessi Hunger Games. Questa invece non so se sia una mia impressione, se avete letto il libro, fatemi sapere se avete avuto la stessa sensazione.

Prima ho detto che solo le descrizioni mi hanno dato fastidio, ma mi sa che ho detto una balla. Scusate! Finendo il libro mi sono accorta di voler sapere di più su tipo, qualsiasi cosa! Ci sono informazioni o fatti che vengono introdotti, ma che non vengono approfonditi o trattati. È una sensazione brutta, come quando vuoi la cioccolata ma scopri che tua sorella (bastarda!) te l’ha mangiata tutta. È un po’ quello che mi è capitato con “il marchio del diavolo”… Ci sono rimasta male! Queste cose mi destabilizzano perché non so mai se sono dovute ad una scelta strategica o ad un taglio “esterno” all’autore. Forse non mi sono spiegata bene, ma a spanne ci si arriva.

E ho detto tutto, è un libro che mi è piaciuto, c’è qualche difetto, ma per essere il suo primo romanzo è veramente una bella prova. Speriamo proprio che continui su questa strada!

3 commenti:

  1. Eheh sai già cosa ne penso e secondo me i "buchi" nella trama sono sia rimaneggiamenti degli editori (magari per convincerti a comprare un eventuale seguito?) sia sviste dell'autore, perché non è tutto spiegabile con gli editori malvagi. Troppi punti sono stati lasciati a metà, sembra quasi un libro scritto di fretta e mai riletto!

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  2. Oddio, pensa che invece io ho letto un'anteprima e l'ho trovato scritto in modo imbarazzante ^^;

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  3. @Svampi: sì, anche secondo me in questo caso la verità sta nel mezzo, ma dubito che ci sarà un seguito, mi è sembrato molto fine a se stesso, ci sarebbero valanghe di cose da dire, ma senza una trama la vedo dura... Già questo libro ha fatto fatica ad averne una!
    @Roberta: ma a me piacciono i libri scritti in modo semplice e "bambinesco"... Sono una bambinona :3

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