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lunedì 28 ottobre 2013

Tacchino bastardo



Oggi ricetta! È tanto che non vi propino una ricetta e ho già fame a pensiero di quello che scriverò. Ed oltretutto è il mio primo piatto non dolce che posto! No, aspetta, è il secondo, quest’estate vi ho ingolosito con il roast beef alla rucola, ma è il primo piatto a base di carne cotta che vi presento. Sì, perché io non  sono capace di cucinare, ma zero proprio. Ragion per cui, nella spiegazione vi illustrerò tutti i vari errori in cui potreste inciampare. Ne ho combinate di tutti i colori! E perché il tacchino è bastardo? Ve lo spiegerò! Io sarò anche impedita, ma anche lui ci si mette!
 
Ingredienti:
sovracoscia di tacchino
rosmarino
salvia
aglio
sale grosso
acqua

Nessuna quantità: vige la legge del Quanto Basta! Dipende da quanti siete, noi siamo in 5 e facciamo 2 o 3 sovracosce al colpo, regolatevi in base a quanto mangiate. Per il sale in particolar modo fate come vi pare: io non so salare il cibo! Di solito lo metto letteralmente a caso e spero di non fare cavolate. Voi avete sicuramente un metodo migliore del mio! Anche l’acqua e una cosa molto relativa: dipende da quanta roba cucinate dove. In genere cerco di mettere sulla pentola due dita d’acqua circa. Per le spezie secondo me si va a discrezione personale, io metto due rametti di rosmarino, due foglioline di salvia e uno spicchio piccolissimo di aglio. Quest’ultimo verso la fine della cottura viene anche tolto. 

Avete messo tutto nella pentola come ho fatto io? Ottimo! Accendete il gas, copritelo e cucinatelo a fiamma media. Avete fatto in modo che l’acqua passasse anche sotto la carne? Per Dio fatelo! Il tacchino è bastardo perché ama appiccicarsi alla pentola! Controllatelo continuamente e ricordatevi che è un bastardo: adesso è perfetto e tra un momento è intento ad accoppiarsi con la pentola! Se sollevate il coperchio ed inizia a sputacchiarvi contro sappiate che sta già pensando di appiccicarsi: aggiungete un goccino d’acqua e sollevatelo con una forchetta. Marcatelo stretto!

La cottura è piuttosto lunga, per essere pronto impiega un’ora, anche un’ora e mezza. Non lasciatelo sempre dallo stesso lato, a circa metà cottura capovolgetelo, altrimenti la parte a contatto con la pentola avrà un sapore diverso rispetto alla parte esterna. Sappiate che sarà un’operazione delicata e che probabilmente schizzerete ovunque, ma comunque è fattibile: ci riesco io! Se riuscite tenete l’intero pezzo sempre bagnato con l’acqua di cottura. Vi basta un cucchiaio e la carne sarà bella morbida.

Qual è il mio più grande problema del cucinare? Non so quando è cotta la roba! Non riesco proprio a capirlo! Sono stupida io o è normale? La prima volta che mi sono ritrovata a casa sola con tacchino bastardo ho avuto un attacco di panico a questo punto. Madre (ovviamente) non rispondeva al telefono e io ho fatto un giro di messaggi in cerca di un’illuminazione. Per vedere se è cotto si taglia in tre o quattro pezzi. Non era difficile effettivamente! Sezionate il bastardo e vedete com’è preso dentro: se non è ancora cotto rimettete il coperchio e lasciatelo dov’è.

Perché non c’è una foto del piatto cotto? Perché io sono una tipa da cotto e mangiato, letteralmente! Durante la cottura il bastardo emana un profumo invitantissimo, io arrivo a cena con una fame che a momenti mi mangio il tavolo! Figuratevi se trovo il tempo di fare una foto! Se in futuro riuscirò nell’impresa aggiornerò il post ma non prometto niente!

E questo è quanto! Vi garantisco che è buonissimo: la carne resta tenera e succosa e potete accompagnarlo con il contorno che preferite.

Cosa ne pensate? Ditemi come va se provate la ricetta! :)

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