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domenica 31 marzo 2013

Torta di mele Alfea…

Perché, di chiamarla torta di mele della nonna, sono capaci tutti, quindi bisogna essere più specifici. Questa torta è storica, perché ogni volta che mia nonna (Alfea appunto) faceva un dolce era sempre la crostata con la marmellata di albicocche. Buonissima lei, ma hai presente dopo vent’anni che stufa? Ormai ho la fobia delle crostate. Ne ho mangiata toppa da piccola. Da pochi mesi a questa parte però è arrivato questo dolce. Non chiedetemi cosa abbia interrotto anni ed anni di tirannia delle crostate perché non lo so. Dopo il primo tentativo, ne è venuto fuori un dolce buonissimo, e io le ho rubato la ricetta (perché con le torte di mele sono una pippa).

Ingredienti:
200g di zucchero
180g di olio
250g di farina
3 uova
1 bustina di vanillina
Mezza bustina di lievito
2 mele

Per prima cosa dovete montare più che potete le uova con lo zucchero. Dico più che potete perché non diventerà proprio un composto chiaro e spumoso, ma è sempre bene lavorare gli ingredienti. Poi aggiungete l’olio, la vanillina, il lievito e la farina. Magari non tutti insieme, io ne metto uno alla volta e ognuno lo mescolo (ma io ho l’ansia di amalgamare male, quindi non faccio più di tanto testo).

A questo punto restano solo le mele. Iniziamo con la prima, pelatela, grattuggiatela e aggiungetela all’impasto (trucco dell’altra nonna per mantenere il dolci morbidi a lungo). Non mettete subito il composto finale nella teglia, aspettate, così prima potete dargli una mescolata, altrimenti le mele si depositano nel fondo. Lasciate tutto nella terrina e prendete l’altra mela e pelatela. Questa va fatta a fettine sottili sottili per decorare il sopra della torta, quindi all’ultimo momento mettete la carta forno sulla teglia, mescolate, versate il composto, decoratela e infilatela in forno.

La cottura di questo dolce per me è un dramma. Mia nonna ha detto che basta mezz’ora a 180°, anzi, riesce pure a bruciare un po’ il fondo. In questo modo a me il dolce resta liquido dentro. È odioso quando fa così! Quindi non vi dico come cucinarla, vedetevela con il vostro forno e preghiamo tutti affinché i forni di tutto il mondo cucinino allo stesso modo, e non come gira a loro.
E anche per oggi è tutto, adesso via di corsa a preparare il pranzo.

Buona Pasqua a tutti :)

sabato 30 marzo 2013

Garnier bio active: crema protettiva idratante per pelli normali o miste



La mia pelle quando ha caldo ha un enorme difetto: trasuda a tradimento le sostanze che non le servono. Con le creme poi ce l’ha proprio a morte. Quando, di ritorno dal mare, mi siedo in macchina devo avere sempre un asciugamano tra le gambe ed il sedile, perché sennò, rigettando tutta la crema solare che avevo applicato in precedenza, combino un macello. E quando dico che rigetto la crema, intendo dire che potrei re-imbottigliare il tutto. Non è sudore, è proprio prodotto. 

Sul viso neanche vi dico che disastro viene fuori, usando la mia crema abituale quasi tutti i giorni avrei la pelle costantemente unta. Terribile! L’anno scorso per evitare questo problema ho deciso di provare con un prodotto molto più leggero, ed è di lui che vi parlo oggi.

Appena uscita la linea bio active della Garnier era come un miraggio: facilmente reperibile, economica, inci ottimo. Il massimo! Infatti appena arrivata negli scaffali me ne sono agguantata un tubetto, scegliendo la versione per pelli normali o miste. Mi sembrava la più indicata. Che poi, capisco che sia una crema idratante, ma protettiva non ho mai capito a cosa si riferisse. Comunque non è un problema.

Basta vederla per capire che è leggerissima. Non una di quelle creme bianche belle dense, assomiglia più ad un gel. Anzi, vi dirò di più: ha pure un odore simile a quello del gel d’aloe. Comunque, la sola prova visiva mi è bastata per capire che ci avevo visto giusto.

Ne basta pochissima! Essendo un po’ liquidina/gellosa si stende e si estende a dismisura, meno ne applicate meglio è (in ogni caso si può sempre aggiungere). L’unica cosa di cui posso lamentarmi è l’effetto strisciata bianca che si nota massaggiando il prodotto, soprattutto quando se ne mette tanto. In ogni caso è un difetto che passa man mano che si lavora la crema sul viso, ed è anche una cosa comprensibile perché è un po’ una caratteristica di molti composti naturali.

Non idrata tantissimo, ma visto che la uso solo d’estate (o al massimo come crema giorno) è una cosa che mi sta bene. La applico quando ne sento il bisogno e mi sistema la pelle. E, cosa secondo me importantissima, si assorbe alla velocità della luce.

L’inci, come dicevo più in alto, è ottimo, 0 ingredienti rossi. Inoltre, una cosa che adoro particolarmente di questo prodotto  è la presenza di aloe, parecchia aloe! Questo elemento secondo me la elegge a crema ideale per l’estate poiché sistema la pelle dalle scottature del sole, e penso che il viso sia sempre la parte più esposta.

Insomma, questo prodotto mi piace un sacco e spero proprio che la Garnier allarghi la gamma bio active anche con altri prodotti. Che io sappia per ora c’è lo struccante (che non vale una cippa), un latte detergente e varie creme (tra cui una antirughe con cui mia madre si sta trovando da dio). Sarebbe veramente carino trovare anche saponi, shampoo e simili.

E voi? Avete mai provato questa linea? Come vi è sembrata?

giovedì 28 marzo 2013

Lush shampoo: Lazzaro



Di solito i vari prodotti sono ideati per ottenere determinati risultati in casi ben precisi. Spesso questi prodotti vengono utilizzati per ottenere tutt’altri risultati. Questo è il caso. 

Oggi parliamo di uno shampoo liquido di Lush, più precisamente di Lazzaro. Tra campioncini ed altro ho avuto modo di provare almeno cinque shampi (esiste il plurale? O si dice sempre shampoo? Mistero…) di questo marchio e solo due mi sono piaciuti. Questo è uno di quelli.

Lazzaro nasce per rianimare i capelli secchi, sfibrati e trattati. Mia madre lo ha comprato perché suda molto (o esclusivamente) dalla testa e l’olio di rosmarino contenuto in questo shampoo mitiga e previene i cattivi odori (soprattutto se accompagnato da qualche goccia di Tea Tree). Oggi scrivo come un cane, compatitemi: sono stanchissima e ho due sorelle logorroiche.

Così come i gel doccia, anche gli shampoo sono concentrati, quindi vi basterà pochissimo prodotto diluito con un po’ d’acqua. In un primo momento non vi sembrerà una quantità sufficiente per lavarsi, ma massaggiando la cute si espanderà fino a riempirvi completamente la testa di schiuma. 

Trovo che lavi e sgrassi i capelli veramente molto bene, con poco prodotto ed in pochissimo tempo. Inoltre rilascia un persistente profumo di rosmarino. 

Usandolo non vedo nessun cambiamento nei miei capelli, nel senso che non me li rende più belli, ma neanche più brutti. Forse questo dipende dal fatto che non li ho mai avuti secchi sfibrati o trattati. Però il fatto che svolga divinamente il suo lavoro di shampoo per me è più che sufficiente. 

Passiamo all’inci, che vi riporto dal sito di Lush (che ha pure modificato la grafica, e non ci si capisce più niente):


Come potete vedere, dopo i “dovuti” tensioattivi, l’inci è invaso e pervaso da olii essenziali e vari succhi di frutta. Quasi potremmo farci una nuova bevanda :). 

In conclusione, questo shampoo mi piace un sacco anche se non ho modo di confermare se resusciti realmente i capelli. Spero di non averne l’occasione nemmeno in futuro sinceramente :).

E voi? Lo avete mai provato? Che effetti ha avuto su di voi?

mercoledì 27 marzo 2013

Kiko Celebration nail lacquer n° 422 e dupe



E dopo due settimane di dominio opaco torniamo agli smalti laccati! Quasi quasi è una sensazione strana o.O. Lo smalto di oggi è il numero 422 ed è uno degli smalti dell’edizione limitata Colours in the world. Questo è uno dei prodotti che ho preso qualche settimana fa approfittando della promozione di Kiko.

Il colore, già dalla boccetta, non  mi convince del tutto; io non lo avrei scelto sinceramente, ma oggi avevo una gran voglia di colore e ho deciso di provarlo. Ci sono dei colori che sulle mie mani stanno malissimo, questo è uno di quelli. Me lo vedo proprio male! Trovo che faccia a pugni sia con il colore della mia pelle, sia con il colore delle mie cicatrici da smangiucchiamento di pellicine (hem… sì… è lo stress). Dubito che lo rimetterò.

Questo dubbio è rafforzato dai problemi che ho avuto durante la stesura. Credo che sia uno degli smalti più difficili da mettere in assoluto. Stenderlo sull’unghia è veramente complicato: se il pennellino è poco carico non colora niente, se è tanto carico stende il prodotto dove vuole, se ce n’è un quantitativo ragionevole il colore si distribuisce a chiazze. È assolutamente impossibile ottenere un risultato uniforme alla prima passata. Ed è un peccato perché di suo sarebbe anche abbastanza coprente. Questa disomogeneità all’inizio crea anche un effetto “bitorzoluto” sull’unghia, ma poi, fortunatamente si livella abbastanza. Meno male anche che si asciuga abbastanza rapidamente. La seconda passata è complicata quanto la prima, ma, il risultato finale, per lo meno è abbastanza omogeneo. Insomma, l’applicazione è veramente stressante! Ho fatto dei pasticci enormi (e si nota :S).

Appena l’ho visto mi sono chiesta perché la Kiko l’avesse prodotto. Lo scorso anno nello stesso periodo ne era uscito uno praticamente uguale, il numero 389, Lattementa, quindi incuriosita, ho deciso di confrontarli in negozio (per questo lo scotch è così mal concio)per vedere se c’erano delle differenze. C’è una sola differenza secondo me, cioè la tonalità. Lattementa infatti è un po’ più chiaro del numero 422 e questo lo fa risultare anche un po’ più fluo. Sinceramente, se non li avessi visti uno vicino all’altro, non so se sarei riuscita a cogliere questa diversità.

Concludendo, non so veramente se consigliarvi questo smalto visti i problemi di stesura. Credo che in questo caso valga la regola del “se il colore ti piace, va bene lo stesso”.

E voi? L’avevate già provato? Come vi ci siete trovati?

lunedì 25 marzo 2013

Crema Chantilly



Ok, quest’anno è iniziato così così. Ho già avuto la febbre un paio di volte ed un mucchio di raffreddore. Ma ci sta tutto. Tutto, ma non la neve al 25 Marzo! Dov’è il mio caldo soffocante?? Io mi devo trasferire ai Caraibi! Ecco, vado a fare il pirata con Johnny Depp. Mia nonna ne sarebbe di certo felice.

Cooomunque, parliamo di una cosa che rimando da 15 giorni, cioè, come si fa la crema Chantilly. Nella torta per mia sorella ve l’avevo nominata, ma non vi ho mai spiegato l’esecuzione. Fino ad ora. Come al solito mi sono fidata ed affidata a Giallo Zafferano.
Ingredienti:

  • Panna
  • Zucchero a velo
  • Vanillina
Non vi ho messo le dosi precise perché la preparazione si basa fondamentalmente su un rapporto tra la quantità di panna e la quantità di zucchero, cioè per 5 parti di panna vi serve 1 parte di zucchero. In numeri, per 250 ml di panna avrete bisogno di 50 g di zucchero a velo. Per la vanillina sempre una bustina. Sarebbe più corretto usare la bacca di vaniglia, ma io e quel bastoncino malefico abbiamo un rapporto piuttosto conflittuale, quindi evito. E mi raccomando, UNA bustina. Non fate come un certo geniaccio che conosco (hem, coff coff…) che ha pensato di metterne due “perché così sa più di vaniglia”. Non si fa, mai ed assolutamente! La vanillina è un aroma chimico, e se ne mettete troppa farà diventare qualsiasi cosa amara come la morte. Fidatevi ed imparate dai miei errori.

Fatte le premesse, passiamo alla preparazione. Per prima cosa dovete montare la panna. Facilitatevi la cosa il più possibile: mettete la terrina della panna in frigo, prendete un’altra terrina e riempitela di ghiaccio in modo da tenere fredda la panna, mettetevi fuori dalla finestra, usate tutti i trucchi che conoscete per velocizzare il processo. La Sonia dice che per completare la ricetta bastano 10 minuti, ma voglio proprio vedere come riesce a montare la panna in così poco tempo. 

Svolto il primo passaggio non ci resta che incorporare lo zucchero e velo e la vanillina poco per volta, mescolando dall’altro verso il basso per non smontare la panna. Se invece siete dei pigroni come me aggiungete le polveri mentre continuate a montare con le fruste e fate finta di niente. Più che altro, io ho sempre paura di non incorporare bene, quindi questo metodo mi da un po’ di sicurezza in più. Il metodo più corretto comunque è mescolare dal basso verso l’alto: fate così, non passate al lato oscuro.

A questo punto avete finito e della crema potete fare quello che volete: potete farcirci un dolce, ricoprirci una torta, usarla per decorare, oppure potete semplicemente spaparanzarvi nel divano e mangiarvela con un cucchiaio. È buonissima in ogni caso! 

(Mhm… divano + crema Chantilly + Nutella + cucchiaio… si può fare sì…)

E anche per oggi questo è tutto. Mi raccomando, fatevi una gran mangiata :)

sabato 23 marzo 2013

Shampoo Rivit Natù

 Premetto che non sono certa che quello indicato nel titolo sia il nome effettivo del prodotto, non l’ho mai sentito nominare, e sinceramente non so neanche dove sia stato comprato. Appena arrivato sembrava una rivelazione: inci ottimo, prezzo basso, bottiglione formato famiglia. 

Mia madre l’ha comprato principalmente per l’inci, pensando che fosse uno shampoo delicato. Se l’inci è buono, lo sarà anche il prodotto finale, giusto? Sbagliato! Meh! Luce rossa! Tutte balle! 

Questo è Attila fatto shampoo! A casa mia l’abbiamo usato tutti e tutti abbiamo avuto problemi. Chi la forfora, chi tanta forfora e chi altri sfoghi alla cute. Dopo due utilizzi, mentre li lavavo mi sono rimasti in mano tanti di quei capelli che mi sono spaventata! E io sono abituata a perdere tanti capelli! Questi episodi hanno provocato l’accantonamento completo del prodotto in meno di due settimane: è troppo aggressivo addirittura per me, che di norma non ho problemi con niente.

Eppure sembrava così rassicurante. Un po’ per l’inci. Un po’ per il buonissimo profumo. E massì, anche per il bottiglione: mi ricorda un sacco le creme solari che usavamo quando ero piccola. E invece niente. Delusione assoluta! Ha di buono che almeno le mani le lava bene :/.

A scopo dimostrativo vi ho fotografato anche l’inci:

Come potete vedere, non è male lui. Siliconi non ne ha e per uno shampoo è una gran cosa questa. Secondo mia madre, questo gran disastro è provocato dal fatto che manca la Betaina a tamponare ed alleggerire quel bell’ammonium lauryl sulfate. Ormai la betaina è un must: ogni volta, spulciando i vari ingredienti, è una delle cose che cerco di più perché mitiga gli effetti di vari tensioattivi aggressivi.

Insomma, non vi consiglio assolutamente questo prodotto. Anzi, se lo avvistate, fuggite: è malefico e sempre pronto a colpire!

E voi? Ci avete mai avuto a che fare? Come vi è andata?

venerdì 22 marzo 2013

Sconto 20% H&M



Forse non l’avete ancora notato (seee, come no), ma io sono una patita di sconti e coupon. Non tanto per quanto riguarda il cibo, per il momento, perché secondo me ancora non ne vale la pena in Italia. Non sono ancora ai livelli di pazzi per la spesa tranquilli :). Però parlando di scarpe, abbigliamento e cosmetici cerco di impegnarmi. Per quanto riguarda i vestiti, in particolare, è raro che io paghi il prezzo pieno. Capita solo quando ho urgente bisogno di qualcosa o quando trovo un capo che non riesco a togliermi dalla testa. Di solito preferisco aspettare i saldi, qualche promozione o un coupon.

Ultimamente i buoni sconti non mi mancano devo dire. Ogni anno in questo periodo mi arrivano i volantini di Pittarello e Bata, e per questo fine settimana ho anche quello del Takko. Insomma, ho la busta dei coupon piena :). Se vicino a casa vostra avete qualcuno di questi negozi dovrebbero arrivare anche a voi i suddetti pacchetti di sconti, altrimenti provate ad informarvi.

Nell’ultimo anno anche H&M ha iniziato a dare degli sconti, solitamente del 20% su un solo capo. Questa volta invece no! Il famigerato 20% è sul totale dello scontrino, a patto che compriate almeno qualcosa della collezione bambino. Direi che è veramente niente male. Purtroppo (e ovviamente, aimè) non è cumulabile con le altre offerte in corso ed è valido dal 1 al 14 Aprile. 

Per ottenere lo sconto dovrete semplicemente andare a ->questo<- link, stampare l’immagine che appare e presentare il tutto in cassa. Non so se si possa anche limitarsi a mostrarlo dallo smartphone sinceramente. Non c’è scritto niente a proposito in giro.

Vi lascio anche il link che porta sia al volantino della collezione per bambini che al buono, così potete farvi un’idea. Sicuramente nella “spesa” ci scapperà più di qualcosa per le mie sorelle. Ovviamente mi chiedo: alcune di queste cose sono ADORABILI! Perché non le fanno della mia taglia? :(
Non mi sembra male come promozione e mi sono affrettata a riportarvela perché penso che possa essere utile a molti.

Ovviamente vi farò sapere come andrà :)
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